Quantcast
Pier Luigi Bersani e l'aneurisma che lo ha colpito: il racconto
Vai al contenuto
Iscriviti alla nostra newsletter

Seguici sui nostri canali

NEWSMONDO #CANALI

“Come una coltellata”: l’aneurisma che ha colpito Pier Luigi Bersani

Pier Luigi Bersani discute ad un evento con un abito nero

Il momento drammatico vissuto da Pier Luigi Bersani. L’aneurisma che lo ha bloccato e lo ha costretto ad essere intubato e operato.

Indubbiamente è stato ed è ancora oggi uno dei volti più importanti della politica italiana. Ma per Pier Luigi Bersani, oltre agli aspetti puramente lavorativi, la vita ha riservato anche dei momenti molto delicati a livello personale. In modo particolare sotto il punto di vista della salute. Il volto della sinistra, infatti, ha dovuto fare i conti con un vero e proprio dramma quando fu colpito da un aneurisma.

Pier Luigi Bersani
Pier Luigi Bersani – newsmondo.it

Pier Luigi Bersani: il dramma dell’aneurisma

Parlanto a Sette, magazine del Corriere della Sera, nel 2024, Pier Luigi Bersani ha ricordato quanto vissuto in prima persona. “Era una domenica di gennaio di dieci anni fa, a Piacenza, subito dopo le feste. Andavo a prendere i giornali. All’improvviso ho sentito una coltellata. Alla testa”, ha raccontato l’ex leader del Pd.

“La certezza che stesse accadendo qualcosa di definitivo. Un dolore senza precedenti e senza rimedio. Torno a casa con i miei piedi, non so come. Mio fratello, che è un chirurgo, si fa dire al telefono da mia moglie quali sono i sintomi e ordina di chiamare con urgenza un’ambulanza”. Da lì la corsa al Pronto Soccorso di Piacenza dove “mi fanno una Tac e vedono l’aneurisma all’arteria cerebrale. Una cosa grave, le emorragie vengono calcolate su una scala da uno a quattro, la mia era di livello tre. Dunque, c’è bisogno urgente di un intervento chirurgico. E così mi trasferiscono a Parma”.

Il ricordo, la paura e il primo pensiero ancora intubato

Bersani ha ricordato molti dettagli di quelle ore movimentate in cui sembrava potesse concretizzarsi un drammatico epilogo: “Ricordo che nel tragitto pensavo: se tiro le cuoia adesso faccio proprio la figura del coglione. Ero stato io, infatti, da presidente della Regione Emila Romagna, a dire di no a un reparto di neurochirurgia a Piacenza. Preferivamo concentrare le risorse e le esperienze su centri di eccellenza, e Parma lo era. Però i nostri Pronto Soccorso sono stati tutti attrezzati per rilevare e trasmettere subito i dati, così quando arrivai a Parma già conoscevano perfettamente la mia condizione. Quattro ore sotto i ferri, e mi hanno salvato“.

L’uomo ha anche raccontato, tra i vari passaggi dell’intervista di cui vi riportiamo solo degli estratti, quale fu il primo pensiero una volta risvegliato post operazione: “Tutto intubato e pieno di fili. Il mio terrore era che il cervello non funzionasse più come prima”. Una cosa che poco dopo, grazie all’ingresso in stanza della moglie, è stata per fortuna, esclusa. “[…] La sofferenza non finì certo quel giorno, ma da quel momento sapevo che il cervello era salvo“.

Leggi anche
Delitto di Garlasco: Sempio e la Taccia sono stati insieme 3-4 mesi. La verità

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 31 Luglio 2026 15:31

Delitto di Garlasco: Sempio e la Taccia sono stati insieme 3-4 mesi. La verità

nl pixel